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La...CASA!   Alias "la mafia dei pascoli"     

“la Casa”:  in corsivo il riassunto fino a pag. 54  del libro e continuazione del racconto con brano integrale fino a pag. 63.       Se l’avventura piace, sappiate che la parte restante del racconto è  raccolta in 121 pagine a questi ritmi …

      Hearp, il cow-boy che viveva di rodei, in seguito a un’azione temeraria che gli ha fatto incassare 6000 $ di taglie, decide di comprarsi un ranch, con l’obiettivo di diventare anch’egli un ricco allevatore della contea di Temple. Non cambierà idea  nemmeno dopo una serata di poker con Baffy e Hickoks al saloon locale, dove avrà uno scontro con 2 attaccabrighe. Hickoks però lo convincerà a vari giorni di marcia, per acquistare la fattoria in zona a costi più bassi, che gli permetterà di non indebitarsi nel successivo acquisto del bestiame. Giunto a Hondo, si renderà subito conto del basso livello di civiltà della zona, soccorrendo  una coppia oggetto di aggressione e violenza solo perchè la donna è indiana, mentre lo stesso sceriffo se ne disinteressava. Concluderà comunque in maniera soddisfacente l’acquisto del ranch, che andrà a bonificare con l’aiuto del vecchio Strong e della figlia, della quale ben presto si innamorerà, corrisposto. Purtroppo si renderà presto conto di aver soffiato l’affare al ranchero più forte della zona che, in accordo con  i Redford, sta taglieggiando tutti i piccoli proprietari per farsi cedere i terreni a prezzi da fame. Cercherà di riunire tutti i piccoli e trattare con i potenti, ma questi li respingeranno in malo modo: c’è di mezzo un colossale affare, la costruzione di una ferrovia che porterà il bestiame ai ricchi mercati dell’Est! Mentre cercherà invano un aiuto dai giornali, “la mafia dei pascoli” farà fuggire gli altri proprietari e gli brucerà la fattoria, uccidendo Strong e la figlia …

                                                                       …Quando finì di aggirare il boschetto che nascondeva casa, lo spettacolo che gli si presentò lo fece urlare di sconforto, rabbia e paura.  Spronò il cavallo come un ossesso fino a raggiungere i resti bruciati di quello che, pochi giorni prima, era la sua fattoria! Saltò a terra al volo e cercò fra le rovine ancora tiepide, cercando ovunque: Con una trave ancora integra spostò pezzi di parete, ma di Angela e Reg nemmeno l’ombra.  

Guardò attorno: segni di parecchi zoccoli sul terreno: i delinquenti erano in molti! 

Maledetti, gli avevano distrutto il ranch, ma dei suoi cari non c’era traccia: forse erano riusciti a fuggire?...  La speranza gli diede il conforto per ragionare lucidamente: meglio cercarli da Abraham, o in paese dallo sceriffo? Gli sembrò più logico cercarli in paese, poiché potevano aver avuto bisogno di un medico … Saltò in groppa al suo cavallo sfinito e lo spronò selvaggiamente: raggiunsero il paese in un quarto d’ora che sia a Hearp che all’animale sembrò lunghissimo.  

Il giovane lo arrestò davanti all’ufficio dello sceriffo e, senza nemmeno legarlo al palo, entrò senza nemmeno bussare.   L’uomo con la stella era seduto alla scrivania e, sorpreso, stava per obiettare, ma non ne ebbe il tempo. -Sceriffo, torno e il mio ranch è bruciato: Strong e la figlia dove sono?-   Il tutore della legge assunse un’espressione grave e sbottò, senza nemmeno curarsi di parlare di ciò che non avrebbe dovuto sapere: -Ma che sei andato a fare fino al giornale di Austin?  Li hai lasciati soli: un gruppo di indiani, forse Comanches sconfinati ha assaltato e bruciato la fattoria … Noi siamo intervenuti quando abbiamo visto il fumo, ma era troppo tardi. Abbiamo recuperato i corpi di Strong e Angela ed ora sono qui, in 2 casse in attesa del funerale!- 

Mentre Hearp si dimenava sconvolto, la sua espressione diventò di una soddisfazione sadica. Allora il giovane scattò: -Brutto bastardo, insozzatore della stella che porti sul petto! Hai il coraggio di parlarmi di Comanches?... Tutt’attorno c’erano molte orme di cavalli, ma tutti ferrati, non certo di mustang! Ma a te lo stipendio e i fuoribusta li pagano i Coahuila, vero?... Alzati vigliacco, che quella stella con me non ti serve a niente!-

Lo sceriffo si alzò lentamente, impaurito da quel giovane che aveva tolto il laccio di sicurezza dal cane di quella pistola che sapeva maneggiare bene: -Aspetta, ragazzo, non fare stupidaggini! …

                  …Sparare a uno sceriffo ti porterebbe sulla forca!-

E fece per estrarre la colt: ma il giovane, più veloce, puntò e sparò per primo, mentre quella dell’avversario, mossa dalla contrazione nervosa per essere stato colpito in pieno petto, sparò sul pavimento. Il corpo fu scaraventato dalla potenza del colpo ravvicinato contro la parete alle sue spalle, da dove scivolò a terra senza vita.  Hearp aggirò la scrivania, gli strappò la stella dal petto e la appuntò sul suo, poi gli prese la pistola, un fucile dalla rastrelliera e una cartucciera di munizioni, che infilò a tracolla. Uscì sulla strada alla luce del sole per urlare a tutto il paese la sua rabbia quasi insensata:

                -Il vecchio sceriffo è morto … Ne assumo io la carica! Qualcuno ha da obiettare?-  Alcuni si affacciarono con cautela alle porte e alle finestre. Dalla cantina spuntarono le sagome di 2 uomini dei Coahuila, ma si ritrassero subito, preoccupate.  Il giovane colse l’occasione al balzo per dirigervisi.  Appoggiò il fucile alla parete di legno, attese un attimo sulla soglia per abituare la vista alla penombra del locale, poi entrò deciso.

I due erano in fondo, impauriti, appoggiati alla parete: -Voi due, fuori! Non mi va di sparare a qualcuno in mezzo alla gente!-

-No, un momento! …- Si schernì uno dei 2, allungando la mano verso di lui in segno di tregua, anziché verso la pistola: -…Non so cosa t’ha detto lo sceriffo prima di morire, ma noi non c’entriamo con ciò che ti è capita …-  Non finì la parola, troncata dallo sparo. -Io parlo una volta sola!-  Scandì Hearp; poi si rivolse all’altro, apparentemente disarmato, che era scivolato a terra e lo supplicava con le mani giunte: -Se ti lascio vivere è perché devi portare un messaggio al tuo padrone: digli solo che gli lascio il puro tempo di pregare per la sua anima!-   

Abbandonò il locale senza nemmeno curarsi di prendere altre precauzioni, raccolse il fucile e si avviò verso la bottega del maniscalco, che fungeva anche da falegname e onoranze funebri.  Quando lo vide, l’uomo robusto e calvo, abbandonò sull’incudine pinze e martello, si tolse il grembiule e gli si rivolse, ossequioso: -Sono qui, signor Waxo …- E indicò le 2 bare appoggiate su dei cavalletti: -Se vuol vedere i suoi cari, non le ho ancora chiuse coi chiodi, ma non è un bello spettacolo!-

-Non importa, voglio vedere coi miei occhi!-  Il maniscalco alzò i coperchi, poi si fece da parte. Lo spettacolo che presentò al giovane fu tale da fargli avere una vertigine: Angela era distesa, coi capelli e le ciglia parzialmente bruciati, il corpo nudo coperto da un sottile telo bianco.  Reg, nonostante il corpo fosse ancor più annerito dalle fiamme, mostrava il cranio scalpato. Avevano pur fatto questo scempio per tentare di incolpare gli indiani.

Tutto ciò che credeva di aver trovato era lì, in 2 casse di legno che la terra gli avrebbe tolto per sempre.  E tutto questo per cosa? Per la mania di onnipotenza di prepotenti che si credevano grandi e che invece erano solo degli affaristi assassini? … Dolore e sconforto lasciarono il posto a una rabbia sorda e cieca, senza tempo e senz’altri interessi che la vendetta.  Dal borsello che teneva sotto la camicia estrasse 50 dollari e li offrì al maniscalco: -Vorrei che, una volta la settimana, una donna pregasse sulle loro tombe!-  Il maniscalco li accettò:  -Sarà fatto!-  Il giovane uscì e si avviò all’emporio.

Qui si rifornì di tortillas, uova, lardo, formaggio, fagioli e mele, cibo da poter portare facilmente in bisaccia e consumare all’aperto.  Comprò pure un cannocchiale monocolo, che il negoziante intimidito offrì in sconto pur che se ne andasse in fretta. Poi tornò verso casa, per fermarsi nell’ultimo boschetto prima della strada di collegamento fra i ranch. Raccolse i rami secchi in una voluminosa, ma leggera, fascina.  La legò col laccio, fissando l’altro capo al pomolo della sella, quindi ripartì, girando a sinistra per raggiungere il picco di confine coi Coahuila: trascinando la fascina avrebbe cancellato le sue tracce, così che nessuno si fosse insospettito sulla sua presenza.  Scalò il sentiero, si portò sull’altura e legò il cavallo nel bosco, in un punto vicino, ma ben nascosto, dove avrebbero potuto dormire assieme la notte.

Infine si portò sul bordo del picco, dove, per non essere avvistato, si sdraiò ad osservare, studiando fin dove il cannocchiale gli avrebbe fatto riconoscere chi arrivava. La strada passava là sotto a poco più di 300 metri e il delinquente e figli, non avendo più sue notizie e convinti che lui fosse sparito dalla circolazione, sarebbero passati tranquillamente di lì la domenica mattina per andare alla messa, dove fare una lauta offerta, che quello era il loro modo per farsi perdonare i peccati. 

E lui, tiratore com’era, con l’ultimissimo Winchester 73, avrebbe fatto pagare loro caro i crimini! Verso sera arrivarono 5 rancheros urlanti per completare l’opera e strappare coi lazos lo steccato che Hearp e Reg avevano posato. Il fatto gli mandò la bile alle stelle, ma guardò bene dall’intervenire: era deciso a non mostrarsi fino al momento giusto! Quando se ne andarono il giovane estrasse tortillas e lardo dalla bisaccia, lubrificandoli con acqua e poco vino per digerirli con una mela a piccoli morsi, che il tempo ormai era l’unica cosa di cui disponeva a volontà, visto che per riempire la sua esistenza gli era rimasta solo la vendetta! 

Passò la notte nel punto prescelto del bosco, sotto una piccola tenda fatta con la cerata, avvolto nella coperta della sella. La mattina si alzò all’alba per scollinare e scendere nella vallata a nord. Assicuratosi di essere solo, legò il cavallo a un albero, prese il fucile, si allontanò in vista di un dirupo, fino a trovarsi a circa 300 yard da questo. Prima regolò il mirino su un albero secco a circa 100 yard, sul quale provò fino a spezzare un ramo in un sol colpo. Poi girò il fucile verso il dirupo che, con le rocce evidentemente ricche di gesso brillava al sole. Regolò l’alzo a 300 Yard, sparò 3 colpi su una piccola torretta di erosione e controllò attentamente col cannocchiale. Lo abbassò soddisfatto: l’alzo era giusto!  Poteva rientrare, che chi aveva udito i colpi nella valle l’avrebbe confuso con gli abituali cacciatori.

Passò così anche il giorno seguente, durante il quale vide pure la sagoma di un carro che si allontanava verso Hondo.  Prese il cannocchiale e riconobbe i James in fuga da un possibile destino come il suo! La domenica mattina trovò Hearp sdraiato sullo stretto piano del picco, immobile, ma pronto all’azione: il Winchester era disteso al suo fianco e davanti una piccola forca, ricavata da un ramo secco e piantata nel terreno, fungeva da appoggio per la canna del fucile. 

Verso le dieci e trenta, che un ricco proprietario messicano non va mai di fretta, scorse un carro in arrivo da ovest, scortato da parecchi cavalieri. Puntò il cannocchiale, attento a non far riflettere la luce sulla lente, lo mise a fuoco e vide: su un bel calesse nero, Coahuila senior e signora si facevano scortare in paese da 7 cow-boy, fra i quali spiccava l’eleganza del figlio presente alla sua visita. Ripose il cannocchiale nella borsa a tracolla, maneggiò il fucile mettendo il colpo in canna e lo posò con la stessa attenzione sulla forca.

                               Sdraiato com’era si stirò come un felino in agguato, che fra un po’ occhio e muscoli avrebbero dovuto essere ben svegli! Attese alcuni minuti per avere il gruppo proprio sotto a portata di tiro, poi puntò con cura sul figlio che, a cavallo, una volta avvisato dallo sparo, avrebbe potuto scartare e sottrarsi al tiro molto più facilmente che col calesse.  Premette il grilletto: una vampata arancione uscì dalla canna del fucile, seguita dal rumore dello sparo e dalla caduta da cavallo del giovane. Gli altri mandriani fecero scattare i cavalli per disperdersi, ma Hearp non mirò a loro: un sorpreso Coahuila senior stava urlando ordini al cocchiere, mentre Hearp spostava il mirino su di lui.  Troppo lentamente il calesse prese il galoppo, che il secondo colpo di Hearp lo raggiunse in pieno petto, facendolo afflosciare fra le braccia di una signora urlante.  Hearp però aveva già cambiato bersaglio: dei mandriani che stavano per uscire dalla gittata del suo fucile, ne era rimasto uno forse importante, meglio vestito degli altri, che aveva visto al ranch dare ordini e che ora accompagnava da vicino Coahuila figlio. Non intendeva dare a questi la possibilità di dargli la caccia nei prossimi giorni! Lo scelse con cura e sparò. Cavallo e cavaliere rovinarono sul prato: il primo si alzò subito, scalciando e fuggendo imbizzarrito.  Il secondo ci mise qualche secondo, poi, trascinandosi la gamba, cercò di allontanarsi chiedendo nel contempo aiuto ai compagni in fuga: il secondo colpo di Hearp lo centrò in pieno e l’uomo non chiamò più aiuto a nessuno. 

Il giovane raccolse con calma la sua roba e si avviò al cavallo, conscio di dover solo mettere fra sé e i prossimi inseguitori, gli altri figli di Coahuila, la maggior distanza possibile.   Scollinò nella vallata di 2 giorni prima e girò verso sinistra: fosse andato a destra per prendere la strada per Bandera avrebbe cavalcato più velocemente, ma lì era già sicuramente ricercato per l’uccisione dello sceriffo.  Qui invece, raggiunto il fiume, lo costeggiò a destra verso monte: il sentiero era facile, ma isolato, non certo infestato da vicesceriffi o cacciatori di taglie! 

Proseguì fino a sera, mangiando gallette a cavallo, per addentrarsi nel bosco quel tanto che bastava per non essere visibile dal sentiero; legò Lupo ad un albero che gli permettesse di brucare nella radura adiacente, dove accese un fuoco, cucinò i fagioli, aggiungendo 2 pomodori e si mangiò l’intingolo assieme a una tortilla.  Condì il tutto con un caffè, montò la tenda vicino ad un cespuglio e si mise a dormire. 

Verso mattina, in un infreddolito dormiveglia, il cow-boy avvertì un’improvvisa agitazione nel fido destriero: sapeva benissimo che la sensibilità del purosangue come il suo, non tollerava le novità.  Si stiracchiò come fanno i gatti, ma senza alzarsi da terra, , poi col sangue che cominciava a circolare, riscaldando così le membra, spostò il cappello in vista, raccolse il fucile ed uscì carponi all’indietro dalla tendina, per nascondersi al riparo di un cespuglio. 

Per un pelo! Pochi attimi e nell’ombra comparvero 2 sagome furtive: la prima era un indiano, apparentemente disarmato, che si fermò a una decina di metri dalla tenda, indicandola al compagno. Questi era un bianco, giacca da montagna e cappello scuro: in mano teneva un fucile, che puntò verso la cerata: -Ehi, amico, butta la pistola ed esci di lì con le mani ben in vista!-  Non ricevendo risposta, mise rumorosamente il colpo in canna:

                                       -I Coahuila ti vogliono vivo per divertirsi un po’, prima di impiccarti in piazza, ma per me non è un problema: incasserei la taglia anche portandoti di traverso sulla sella! Ora conto fino a 3 e, se non esci, ti riempio di piombo dove stai! … 1, 2, 3!-  Scaricò il primo colpo sulla tenda, ma non il secondo: quello del fucile di Hearp l’aveva centrato in pieno, scaraventandolo immobile nel sottobosco. L’indiano scartò veloce e corse rapido verso il fiume: Hearp riarmò e lo puntò sulle spalle del fuggitivo, ma non ebbe il cuore di sparare: “Poveretto, il solito pellerossa morto di fame, che ha guidato il bounty killer per un tozzo di pane e una mezza bottiglia di Whisky di scarto!”.  Mentre raccoglieva la roba e sellava il cavallo, fece il punto della situazione: non avrebbe mai pensato di essere raggiunto così presto. Evidentemente i Coahuila avevano posto una taglia sulla sua testa e l’aver lasciato in vita l’indiano forse non era stata una buona idea.

Avrebbe mangiato qualcosa in sella: meglio sparire il più presto possibile!

Continuò verso nord, con una breve sosta a metà giornata per fare riposare il cavallo e consumare un frugale pasto.  A sera era giunse in vista del Tarple ranch…